Pingram, la storia.

13 maggio 2012

Qualche mese fa ho realizzato pingram, una web app che adotta un’ interfaccia simile a pinterest per gestire e visualizzare le foto di instagram. L’idea della realizzazione è arrivata in una mattina di sabato e preso dalla voglia di terminarla, per la domenica era già terminata ed online.

Dopo una settimana in cui non ho avuto riscontri, improvvisamente l’app viene utilizzata.
Centinaia di tweet, articoli da tutti blogger del mondo : Italia, Germania, Francia, russi, cinesi, giapponesi, ecc.. fanno si che in pochi giorni la notizia arriva anche all’attenzione delle riviste del settore più importanti, che mi contattano per un’ intervista.

Prima thenextweb, poi venturebeat, poi mashable e a catena gli altri.
In Italia solo la stampa.it, ritaglia la notizia nel blog del gentilissimo Federico Guerrini.

E’ stata una settimana frenetica e molto bella, gli accessi erano molto alti e nonostante sia partito con un progetto senza un’analisi, ma solo spinto dalla voglia di programmare, non vi erano grossi errori ed il server reggeva.
Intanto mi giungevano interviste da blog e testate, commenti e critiche dagli utenti, proposte di collaborazioni da colleghi sparsi nel mondo, proposte di progetti assurdi, nuove richieste di lavoro.

Tutto questo le gestivo la sera perché intanto essendo un professionista dovevo rispettare gli impegni di lavoro e comunque non avevo intenzione di illudermi.
Mi godevo il momento, orgoglioso del piccolo successo e anche dell’invito per parlare a Seattle di pingram.

Intanto sorgevano le piccole paure visto la gran visibilità che avevo ottenuto : il logo ricorda troppo pinterest? E’ giusto permettere agli utenti che non conoscono pingram o pinterest di pinnare le loro foto? ecc. ecc.
Quindi concentrai il mio tempo libero a correggere questi aspetti e perfezionare l’app.

Intanto esce l’iPad 3 e tutte le attenzioni scemano, passano le settimane e per fortuna dopo un calo normale ottengo un flusso costante ed in crescita.
Il lavoro si attenua leggermente e posso ragionare su come implementare nuove funzioni.
In giro c’è l’ottimo followgram di Fabio Lalli, c’è il colosso statigram, il raccomandato gramfeed e tanti altri.

Ed è bello competere portando idee nuove, migliorando tutto il sistema.
Senza nessuna pretesa in fin dei conti sono solo, anche se con l’aiuto di un amico grafico ma troppo impegnato per dedicarci un pò di tempo.
Intanto mi arriva la prima proposta seria di un colloquio a Palo Alto in una start-up, ma che rifiuto perchė ho altri progetti e la voglia di rimanere a Napoli, dopo aver resistito tutti questi anni.

La settimana scorsa, mashable annuncia una nuova news, due programmatori uniscono in un weekend  Pinterest e Instagram in un’app : pinstagram ( ooohhhh n.d.r)

Alcuni amici mi chiamano preoccupati, ma dico che non importa ė normale, è il web!

Poi pero l’altro ieri su wired.com, l’articolo in cui parla di questi due ragazzi della Silicon Valley che hanno avuto un idea geniale! Colmando finalmente un gap tra le due piattaforme… Con tanto di intervista al fondatore che racconta della sua idea originale fatta in un weekend con un amico .

Qui mi girano…

Sarete bravi, forse potreste aver fatto anche un buon lavoro, ma non siete nè geniali nè originali, mi spiace.

Il fondatore quello che parlava della sua idea geniale è uno dei primi utenti di pingram ed il nome pinstagram è stato suggerito in un commento nell’articolo di thenextweb che ovviamente parlava di un programmatore napoletano che univa con un mashup due piattaforme del momento pinterest e instagram.

Geniali..
Originali..

Ma da fastidio che il web italiano ’traducendo’ l’articolo di wired.com propaga la loro app senza un riferimento nè un commento a pingram.

Perché non dimostrare che siamo noi italiani i primi in qualocosa? O addirittura i migliori?

Io lo dimostrerò sul ’campo’ rendendo pingram, uno strumento migliore, investendo del tempo sulla grafica e su nuove funzionalità, poi saranno gli utenti a scegliere.

Ma dobbiamo partire alla pari, non rubando un’idea e concentrarsi solo sulla grafica.

Questo sfogo lo devo a chi ha supportato pingram, scrivendo articoli e su Twitter con il tag #supportpingram

Siamo italiani, siamo fieri, siamo originali e siamo geniali!

update: (reazioni dal web)
Pingram, quando il made in Italy non trova spazio sui media nostrani [Intervista Video]Made in Italy copiato anche sul Web: ecco Pinstagram, clone di Pingram.me
PINTEREST + INSTAGRAM NON FA PINSTAGRAM
Pinstagram #fail, Pingram.me nasce un mese prima
Pingram vs. Pinstagram. Vale più la copia dell’originale?
Furto all’americana?
Quando la Silicon Valley copia l’Italia. Gennaro Varriale parla di Pingram.