Storia di un pettirosso 1





Racconto realizzato per gioco all’interno dei nostri blog; in cui ognuno di noi continua il racconto dell’altro inventando un qualche espediente per metterlo in difficoltà.
Autori: Titty , Ironico, Illogica, DrDam

Sono comodamente seduta sul mio divano, guardando con estrema attenzione il nuovo dvd appena acquistato nel mio negozio preferito (si chiama “nigger on the street”, fanno ottimi prezzi ed hanno succursali in tutta Italia), dal titolo “Otto negroni per una bionda”, quando un timido piccione viaggiatore bussa alla finestra del mio salotto. Capisco subito che è un piccione, in primo luogo perché sono ganza, e poi perché ha una piccola pergamena arrotolata e legata alla zampina. In realtà è maldestramente travestito da pettirosso ma il costume gli sta francamente piccolo e questo particolare, ovviamente, mi fa saltare subito alle conclusioni.
Il messaggio è di IRONICO!
Con profondo rincrescimento abbandono la visione del film, proprio nel momento in cui la sottile trama si sta dipanando svelando i mille misteri celati tra le pieghe del testo, ad esempio: dove si sistemeranno i 4 negroni che devono ancora entrare in scena, considerato che la bionda pare già parecchio impegnata dagli altri 4?, mi metto il cuore in pace, rassegnandomi all’idea di scoprirlo in un secondo momento, e mi decido a liberare il finto pettirosso dal suo pesante fardello.
La prima cosa che mi colpisce, a parte un bisognino del piccione sul baby-doll di seta bianca che sono solita usare per svolgere le faccende domestiche, è che la pergamena risulta essere umida. Nonostante il lungo percorso non si è ancora completamente asciugata, e questo mi fa intendere che, a redigere quel documento, Ironico è stato senza dubbio coadiuvato da qualcun altro (DrDam?).
Invio subito un pezzetto di pergamena alla scientifica, per verificare se il DNA corrisponde a quello del principale indiziato, indosso gli stivali a mezza coscia e tacco a spillo con cui sono solita uscire in giardino e mi accomodo sulla panchina di legno e ghisa che sta proprio sotto il baobab secolare che ho piantato davanti alle finestre della camera da letto, per ombreggiarla. Ricordo che, in un primo momento, mi avevano consigliato di mettere delle tende, ma mi era parsa un’idea decisamente banale.
Dissotterro l’ultimo venditore di connessioni a Fastweb che ha avuto l’ardire di suonare al mio cancello, affinché i due avvoltoi che abitano il baobab possano sfamarsi degnamente con una vera carogna, e mi metto a leggere.
Capisco subito che il problema è urgente e di difficile soluzione, o meglio, l’avevo già capito e le prime righe me lo confermano. Non si usa un piccione viaggiatore se non si ha davvero molta fretta, e non ci si rivolge a me se il problema non è di quelli impossibili.
Leggo con attenzione, anche a causa dell’italiano sconnesso e sgrammaticato del soggetto innamorato in questione, e delle parti talmente umide da far svanire l’inchiostro, e mi rendo conto di dover prontamente intervenire. Questo è lavoro per SuperTitty!
Torno rapidamente in casa e, agitatissima e frenetica, riprendo la visione del film, che si conclude con i nove personaggi principali allegri e felici intorno ad un letto. Purtroppo devo essermi distratta in qualche punto, perché non riesco a capire quale, degli otto ragazzi, sia il grande amore della bionda, ma tant’è, se sono tutti così sorridenti significa che la faccenda si è conclusa bene.
A quel punto riprendo in mano l’urgente problema di Ironico (suvvia, sarà passata un’oretta, mica un anno!!) e mi decido a risolverlo.
Afferro il suo piccione… (cioè, il piccione viaggiatore di Ironico, mamma mia che maliziosi che siete!!), lo travesto da lucertola e gli appiccico un’altra pergamena con su scritto: ”Lui non ha il coraggio di dirtelo, ma ti ama alla follia.”.
Soddisfatta, lancio nel cielo la lucertola, tolgo il dvd e metto su un cartone animato per rilassarmi, “Biancaneve sotto i nani”.
Ma mi chiedo …. L’avrò scritto il nome dell’innamorato??
Fammi sapere, Illogica, ci dovrebbe essere una lucertola che vola davanti casa tua.


Non ho ancora avuto risposta. Avrò fatto bene a chiedere consiglio a lei? Quando si è avvolti da un senso di vuoto, non si riflette bene, e magari si commettono errori pur di riempirlo. Ho scritto una lettera, su di una piccola pergamena ed ho fissato negli occhi Petty, il mio piccione viaggiatore. Ha sempre voluto essere un pettirosso, invece di svolazzare per l’italia a trasmettere i miei messaggi. Ma non mi fido di altri mezzi di comunicazioni, sono lenti e freddi. Petty, invece, è unico, anche se soffre per la sua diarrea volante.Eh si! Quando è in volo, non riesce a trattenersi. Forse è per questo che è il mio fido messagero. Insieme ne abbiamo combinate di tutti i colori. Spesso mi racconta delle sue scorribande su Arcore e delle sue scacazzate sul Premièr. Ma questa è un’altra storia. Ora ha un compito importante.Vitale. Deve portare la mia richiesta a Titty. Una ragazza dolce e tenera. Forse una delle poche al mondo a credere nell’amore puro. Un amore non macchiato dal piacere dei sensi. Un amore più aulico dell’amore platonico. Una donna che ama circondarsi dai suoi proci destrieri. Docili animali che la seguono incantati, e che lei accudisce con estrema cura. Riempii la pergamena, con inchiostro e lacrime, poi, mi rivolsi a Petty, mentre indossava la sua tuta da pettirosso. “Vola,veloce come il vento. Libera pure il tuo corpo, lasciando un segno del tuo passaggio, ma porta queste parole a lei.” Mi rispose, con una tenera scorreggina e volò..

Ci sono due cose nella vita che mi terrorizzano: in primis le bestie. Non disprezzo, ma da sempre ho un cattivo rapporto con il mondo animale. Gli animali puzzano (ho il nasino delicato). Gli animali sporcano. Avete mai saputo di qualche cane, gatto, ecc. che fa il bidet dopo aver espletato le proprie funzioni fisiologiche? Io no, ma essendo ignorante in materia, magari potrei essere contraddetta. Con questo non voglio dire che di notte, armata di fucile a piombini e falcetto, mi aggiro per la boscaglia in cerca di vittime sacrificali. No, però io a casa mia e loro fuori.Stamattina, aprendo le finestre per far entrare aria e sole nella mia camera da letto, ho udito uno strano fruscio proveniente dalla fioriera più grande. Si, quella con i garofani e le begonie. Tendo l’orecchio per meglio identificare la fonte di quel rumore molesto. Niente. Mentre faccio per stendere le lenzuola eccolo di nuovo. Più che un fruscio pare uno scalpiccio frenetico.Stavolta guardo con maggior attenzione e… MIOOOOOOOO DIOOOOOOO! Una bestia nella mia fioriera!!! Aiuto! Allarmi! Polizia… Carabinieri… Pompieri… Accorrete!!!Piglio la ramazza e comincio a correre dietro alla bestiola che, a quel punto, credo sia più spaventata di me. Zompetta malamente e alla fine mi accorgo che la lucertola (perchè è di questo che si tratta: una lucertola) ha una pergamena agganciata a una zampetta. La curiosità prende il sopravvento sulla fobia ed alla fine mi faccio coraggio: mi lancio a volo di pipistrello sulla lucertola e cerco di agguantarla. Scappa. Ci riprovo… Stavolta cerco di coglierla di sorpresa e, mentre lei si sente sicura dei 30 mt. che ci dividono, io balzo in avanti, batto a piedi uniti e mi innalzo… Capriola in aria, doppio volteggio, avvitamento, rimbalzo, volo d’angelo, piroetta e infine… splash! Spiaccico la poveretta sulla terza mattonella del terrazzino.Ed è allora che mi accorgo che la lucertola non è una lucertola, ma un piccione-pettirosso travestito da lucertola. Praticamente… un Malgioglio del mondo animale. Una drag queen piumata… insomma, uno scherzo della natura.Poco male… un piccione in meno che mi scagazza sulla testa ogni volta che mi reco in piazza! Eliminato l’ultimo ostacolo mi accingo a leggere la pergamena.
“Lui non ha il coraggio di dirtelo, ma ti ama alla follia”
Chi è il mittente della lettera? E soprattutto… lui chi?Ama me? Proprio me? Chi è che è dotato di quei ben 3 cm. di moquette sullo stomaco per amare una donna come me? Un masochista? O, al contrario, un vero bastardo?
L’interrogativo – Chi è lui? – mi risuona nella testa a ogni passo. Mentre infilo il mio tailleurino gessato (chi è lui?). Alla fermata dell’autobus (lui…lui…lui…), in ascensore (ma chi cazzo è?). Alla fine mi decido, faccio dietro-front e invece di recarmi in ufficio chiamo un taxi.
- Presto… mi porti alla Sing&Song Investigation, via Pagnotta, 33 – dico al tassista.
Urge il tocco di una mano esperta.

Irrecuperabile.
I-r-r-e-c-uperabile, anche se mi so’ scocciato di mettere i trattini, proprio questo è: un irrecuperabile (con lo spelling) romanticone innamorato.E viene da me.
“Che vuoi?”
“Un aiuto”
“Che aiuto?”
“Per conquistare una donna.”
“Sei nel posto giusto, allora. Vediamoooo: potresti regalarle un cucciolo, sono sicuro che lo adorerebbe….”
“Veramente, non volevo un consiglio da te”.
“E allora che vuoi?”
“L’indirizzo.”
“Di chi?”
“Di Titty, l’ho perso!!”
“Perchè?”
“Voglio scriverle un messaggio”
“Ce ne verranno solo guai, Ironico, solo guai!!”E, quindi (e inevitabilmente), qualche tempo dopo alla Sing & Song Investigation.L’ispettore, un gran bell’uomo, è sulla porta. Una donna si avvicina con passo sicuro, sembra quasi che lui la stia aspettando.
Intanto, con cautela, cercando di non farsi scoprire, l’ispettore pigia un bottone e, in un sibilo, dice: “Mi senti Ironico? E’ arrivata! La vedi?”…
“Certo certo, ho il cuore a mille”.
“Ma dove hai piazzato la telecamere?”…
“Lasciati servire”….
Quindi, l’ispettore apre uno dei suoi arci-noti (in tutto il condominio) sorrisi e le fa:
“Seeeeeeee, si accomodi”.
Seeeee che cosa?” – Esordisce, simpaticamente, lei.
Seeeee mi dica!! Sono l’ispettore Madrd, in cosa posso aiutarla?” – Con noncuranza aggiunge, prontamente, lui.
“Ispettore Madrd?”
“Esatto”.
“Che nome è?”
“Uno come un altro: ma siamo qui per discutere di araldica o per cercare un uomo?…Uh guardi lì: un pettirosso vestito da lucertola”….
“Di nuovo?!…”
Intanto, come rivolto a se stesso, il buon Madrd dice: “Irò, ma sei sicuro?
“Certo certo”.
“Mi sembra un pò rompicoglioni…..”
“Non ti permett….”
“Shhhhh”
“Non c’era nulla lì fuori….ma, mi scusi, con chi sta parlando?” -
“Con nessuno: elucubravo”.
“Bene. Ma lo faccia in silenzio. Come fa a sapere che sto cercando un uomo?”
“L’ha detto lei!!”
“No, non l’ho detto.”
“Stupido” – In sottofondo
“Fanculo” – Madrad l’elucubrante….
“Ehm…..L’ho intuito: sono o non sono un investigatore privato?”
“Non lo so, me lo dica lei.”
“…!!…Comunque….cosa o chi sta cercando?”
“Un uomo.”
“E io che avevo detto?”
“Cerco un uomo che non ha il coraggio di dichiararmisi.” – Affranta.
“Prego?”
“Dichirarmisi”.
“Ahhh” – Occhiata malandrina, quasi, quasi…..
“Le prometto che faremo il possibile. Intanto perchè non ci andiamo a prendere un caffè….questo non è il posto adatto per parlare…”
“Bastardo” – In sottofondo….
“Lo faccio per te” – l’elucubrante
“Che fa? Continua ad elucubrare?”
“Esatto”
“Ma la prego, la prego, da questa parte….”
Così dicendo la guida verso la porta, i due escono…..

I dubbi mi tormentano, e non riesco a smettere di pensarci. Vedo Helen stirare, e ci penso. Faccio l’amore con Stefano e ci penso. Vedo Helen lavare i piatti e ci penso. Faccio l’amore con Riccardo e ci penso. Vedo Helen lavare il pavimento e ancora ci penso. Faccio l’amore con Paolo e Matteo e continuo a pensarci. Ma è possibile che non riesca a ricordarmi?
Alla fine, stremata da tanto pensare, mando a casa Helen, la mia collaboratrice domestica, che si prende 4 euro l’ora per non fare nulla, e mi butto sul letto, spossata e senza forze. Mi vengono a trovare alcuni amici che si lamentano della mia scarsa verve, ormai proverbiale in tutta la regione e mi convinco che la situazione è grave. Sto rischiando anche la reputazione adesso, e questo si, che è un vero dramma.
Improvvisamente il mio pc portatile si accende da solo, emettendo il consueto biip di avviso che qualcuno mi sta cercando. Scavalco Luigi, poi Mario, poi Luciano e finalmente riesco a scendere dal letto per raggiungere il monitor. Sullo schermo appaiono le immagini grigiastre e distorte di una webcam. Aguzzo la vista e mi accorgo che si tratta di un pene (stavo per dire maschile ma non vorrei sbilanciarmi troppo) di dimensioni francamente ridotte, e neanche completamente eretto. A lato appaiono scritte del tipo: “Sono il tuo mascarpone”, “Sbattimi come un’ovetto fresco”, “Dimmi che sei la mia pagura”.
Stupita da cotanto sottile e cerebrale erotismo, accenno alcuni virtuali colpi di tosse per richiamare la sua attenzione. L’uomo (?) prontamente si riveste, rimette a posto quel pene mezzo (in tutti i sensi) eretto e che mai avrebbe raggiunto le alte vette degne di essere chiamate “erezione” e accende il microfono.
MaDrD: Mi scusi, ero impegnato in un’altra conversazione.
Titty: Si, l’avevo immaginato.
MaDrD: Una persona ha fatto il suo nome, riguardo una certa faccenda…
Titty: Ma lei chi è, scusi?
MaDrD: Sono MaDrD.
Titty: E che nome è???
MaDrD: Un nome come un altro!
Titty: Meglio un altro allora!!!
MaDrD: Senta, lasciamo perdere. Sono un investigatore privato.
Titty: Privato di cosa? Ah no, lasci stare, l’ho visto prima, di cosa.
Mi dica, che problema ha, oltre all’erezione?
MaDrD: Deve venire subito da me, è una questione di cuore?
Titty: Sicuro si tratti del cuore? A me sembrava un altro, il problema.
MaDrD: No, no, è un problema di cuore. Si tratta di ….
Titty: Di? Di chi??
MaDrD: Illogica…
Titty: Cosa??? Illooo???? Allora volooooooo!!!
MaDrD: Aspetti un attimo, mi ascolti. Non si travesta da pettirosso, altrimenti la uccideranno!!
Titty: Non si preoccupi, so cosa fare!In un lampo sono in camera mia. Sbatto fuori di casa i 4 amici che, nell’attesa, stavano giocando a Shangai con i loro arnesi e apro l’armadio. Infilo la mia tutina aderente leopardata, i miei guanti lunghi leopardati, i miei stivaletti tacco a spillo da 18 cm leopardati, la mia borsetta leopardata e così mimetizzata e anonima mi precipito alla stazione. E’ solo quando sono davanti al bigliettaio, il quale mi guarda emettendo stranissimi e incomprensibili grugniti, che mi rendo conto di non avere idea di dove andare!! Cavolo, non mi sono fatta dare l’indirizzo!!
Tiro fuori il mio cellulare con mascherina rigorosamente leopardata (Una genialata. Se fosse stata diversa avrei sicuramente attirato l’attenzione, eh eh, che furba sono.) e apro la rubrica. Dunque vediamo, il numero di Illogica … no, non ce l’ho. Quello di MaDrD … nemmeno. Quello di Ironico … accidenti, neanche!! E adesso che faccio?
Corro in strada e incrocio un gruppetto di simpatiche ragazze che stanno aspettando l’autobus, anche se noto che lì, nei paraggi, non c’è neanche una fermata. Chiedo il permesso di usare il fuoco dei pneumatici che stanno bruciando lì vicino, e loro acconsentono, carinissime, a patto che me ne vada in fretta obiettando che, a loro modo di vedere, potrei togliergli clienti. Benché non sappia di cosa parlano, tiro fuori il mio telo leopardato da “impreviste effusioni sul prato” e mi metto al lavoro.
Sono certa che qualcuno li leggerà, i miei segnali di fumo.

C’è l’ha fatta ancora una volta. Ma questa volta ha rischiato grosso.Poteva essere la sua ultima missione.Petty, mi guarda stanco e malridotto. Non l’ho mai visto così dimagrito, se l’è fatta sotto e non solo per la diarrea volante.Lo aiuto a riprendersi e lo sistemo nella sua piccola suite, togliendogli quello strano vestitino da lucertola. Ad un tratto, canticchiando come un pettirosso, attira la mia attenzione verso la finestra. Delle nuvolette nere, colorano un cielo azzurro. E’ un messaggio di Titty. Non ho dubbi. Solo una ragazza pura d’amore come lei, può conoscere un sistema di comunicazione riservato ed efficiente come quello. Decodifico grazie anche all’aiuto del mio piccione, quelle parole ricche di sentimento provenienti dalla mia salvatrice.Mi chiede l’indirizzo della donna di cuori. Cuori che ruba con un semplice sguardo. Semplice, per lei, per le vittime invece, sono attimi infiniti in cui perdersi. Inizialmente, mi chiedo a cosa le serve il suo numero. Poi rifletto, e capisco che essendo una donna di chiesa, Titty avrà sicuramente un accesso privilegiato per le sue preghiere. Per un attimo la immagino inginocchiata a pregare, mentre una luce abbagliante le illumina il corpo, chiedendo al Signore la benedizione per il nostro amore. Ora però devo mandarle la mia risposta.Guardo Petty, per chiedergli un ultimo sforzo. Lui fraintende, e mi allaga la suite. Sta male. Non l’ho mai visto così. Forse è il suo modo di condividere il mio dolore.Povero piccolo.Ma ho ancora bisogno di lui. Ci fissiamo negli occhi e gli parlo.“Petty..ti ricordi quando perdesti la testa per quella pettirossa?” . Da allora non fu più lo stesso. Si, certo, non era la prima volta che si era innamorato. Ma quella “lucciola” me l’ha fatto impazzire. Smise di fare la corte alla mia criceta per fissare il vuoto della mia finestra, aspettando che passasse di nuovo. Lo aiutai. Come potevo rifiutarmi? Cucii con le mie mani, un vestito da pettirosso e gliene feci dono.
Mi guarda col suo beccuccio e continuo: “Anch’io ho incontrato la mia pettirossa, ed ho bisogno di te, mio caro e tenero amico”. Mi rispose, ancora una volta, anche se questa volta un po’ fiaccamente con la sua solita scorreggina. E’ pronto! Lo aiuto a travestirsi e allego alla sua zampetta le informazioni della donna che mi ha rapito il cuore. Gli dò un paio di pillole per farlo riprendere dal mal di pancia e lo lancio dal balcone.

… duemilanovecentosettantatre… duemilanovecentosettantaquattro… duemilanovecentosettantacinque… Gli addominali cominciano a bruciare finalmente, segno che gli esercizi fanno effetto. Poi sarà il momento delle flessioni, infine i miei 20 km. di corsa giornaliera. Tutto per mantenere efficiente questa macchina da guerra perfetta che è il mio corpo. Addominali scolpiti, tette al titanio, cosce granitiche. Dopotutto, come dice sempre la mia mamma “chi bella vuole apparire, tanto deve soffrire“, ed io soffro. Dio, come soffro. Soffro a non sapere chi è Lui e chi è la fantomatica amica del biglietto.Troppi misteri intorno a questa storia. L’investigatore che mi hanno consigliato per svolgere le indagini, poi non pare affidabile. E’ di mano lunga (mi ha palpeggiato il posteriore per tutto il tempo del caffè al bar) e di sguardo lascivo.Spero che sappia fare il suo dovere, l’acconto che gli ho dato è stato cospicuo: le mie scarpe rosse di vernice con tacco a spillo di 15 cm e le mie calze a rete.Io questi feticisti non li capisco. Tant’è che impossessatosi del “bottino” si è chiuso un quarto d’ora nella toilette del bar, uscendone con viso sognante e rilassato. Sembrava quasi un altro, solo i segni marcati sotto gli occhi facevano intendere che si trattasse dello stesso uomo.Il suono del citofono interrompe il filo dei miei ricordi. Tamponandomi il sudore con una salvietta vado a rispondere. E’ Titty, la mia socia, la sventolona bionda (io sono quella mora). Manca la rossa, poi potremmo paragonarci alle Charlie’s Angels. Ho scelto anche il nome: saremmo le Ciccio’s Devils.Titty intanto sale. Sento il ticchettio dei suoi stivali lungo le scale: cadenzato e veloce. Che donna, ragazzi!!! Che donna!!! Entra e una nuvola del suo profumo Temptation impregna la stanza.

  • ILLO – urla – hai ricevuto il mio messaggio?
  • Era tuo? Sei stata tu a mandarmi quell’essere immondo nella fioriera?
  • Si, scusa Illo, mi sono dimenticata di firmarmi, ma speravo avresti capito.
  • ‘Na Cippa Titty. Questo è quello che ho capito
  • Oddio scuuuuuuuusa – cinguetta lei e io non so resisterle
  • Va bene, ti perdono. Però adesso voglio sapere tutto.
  • Ok, MITA – lei mi chiama così e non ho ancora capito se è perchè mi paragona alla divina Greta Garbo o a Mita Medici.
  • Devi sapere che un uomo… ehm, un ragazzo… oddio, diciamo… come definirlo?
  • Azzardiamo un TIZIO?
  • Si, ok… un tizio di nostra conoscenza mi ha mandato un messaggio con sofisticatissimi mezzi telematici…
  • Via satellite?
  • No
  • Via internet?
  • No
  • Via che allora?
  • Via piccione viaggiatore. Ma in effetti non era proprio un piccione, ma un pettirosso che…
  • Taglia corto Titty, che ho 12.457 flessioni da fare e sono già le 11
  • Ok ok… ‘sto tizio mi ha fatto sapere che…
  • Che?
  • Ecco… – e arrossisce. Titty che arrossisce. Ci credete voi? Io no, ma non la interrompo e lei prosegue – questo pirla ti ama.
  • Un altro?
  • Come?
  • No, dico… un altro pirla? Credevo di averli collezionati tutti, invece ci sono altri esemplari in circolazione?!
  • Dai Illo, sii seria! E’ un sentimento vero.
  • Non ne ho mai dubitato. Ma chi è? Di chi si tratta? A letto ci sa fare? Dura? E quanto dura? Ed è romantico? Ricco? Famoso? Superdotato? Orfano di madre?
  • Ehi ehi ehi… e calmati!
  • Non posso sapere?
  • Si, cioè no… Lui mi ha detto di non dirti nulla, ma solo di sondare.
  • Eddai Titty, mi conosci no? Uno dei miei motti preferiti è Tutto e subito
  • Ma non era Finchè la barca va?
  • Si, ma quella è un’altra cosa. Adesso svelami l’identità del mio ammiratore segreto.
  • Ok, te lo dico, ma giura che non dirai che te l’ho detto io.
  • Giuro – indice e medio intrecciati dietro la schiena.
  • Bene, il tuo ammiratore segreto è…

Sbam! La porta si apre di colpo, i cardini divelti schizzano via. Uno sguardo inferocito ci guarda. Fumo dalle narici, occhi iniettati di sangue, il collo taurino porta in evidenza una giugulare gonfia e pulsante. Titty sviene. Addio rivelazione! Io fletto le ginocchia, alzo le braccia e con un balzo urlo: – Kaiiiiiiiiiiiiiiiii.


Era stata una giornata orribile, sì, e l’ispettore Madrd era intento a lavarsi di dosso proprio il fetore di quella giornata orribile.
Ma il peggio, per lui che era uomo di sentimento, doveva ancora venire: di lì a poco avrebbe dovuto aggiornare il suo amico Ironico sui risultati delle indagini.
I ricordi lo tormentavano….brrrr, l’ispettore Madrd tremava ancora al solo pensiero di quella specie di gatta obesa…..(dopo averla vista, l’arnese dell’ispettore non voleva più mettere la testa fuori della patta, nemmeno per fare la pipì: era letteralmente terrorizzato)…
Madrd avrebbe voluto rimuovere quello che aveva visto, ma la paura, si sa, è un ottimo fissante per i ricordi…..già….e i ricordi tornavano:
la mattina (di quella giornata orribile…) l’ispettore Madrd era impegnato con la webcam, stava provando un filtro (che dire riducente è riduttivo) che premettesse di ridurre – appunto – l’immagine del suo arnese in modo da farlo entrare per intero in un monitor del computer, cosa altrimenti impossibile…….quando sullo schermo apparve una sorta di gatto persiano obeso con gli stivali……l’ispettore pensò di avere le allucinazioni: il gatto con gli stivali parlava….poi si accorse che il gatto in realtà era una gatta….l’arnese dell’ispettore si ritrasse in un impeto di orrore……la gatta gli fece delle offerte sessuali che a lui fu difficile rifiutare……non perchè allettanti….ma perchè interminabili…….un solo pensiero occupava la mente dell’ispettore in quegli attimi di terrore: ma cosa hanno dato da mangiare a ‘sta gatta?…Poi la gatta disse che si chiamava Titty e il perspicace Madrd capì che la gatta non era una gatta: era una donna che voleva essere un leopardo….faceva la sexy e lo era…sì come avrebbe potuto esserlo il figlio di Malgioglio e Rosi Bindi…..
Purtroppo, il tormentoso dovere di avvisare il buon (per la madre…) Ironico non poteva essere più rimandato, così gli telefonò….
“Ironico, smettila di parlare col tuo uccello e ascoltami”……
“Uccello?”
“Il pettirosso…..”
“Sono tutt’orecchi……”
“Mamma mia tutt’orecchi!! Che impressione!!”
“Dicevo per dire…..”
“Meno male….comunque, stai usando il mio poster ammonitore con il dito indicatore?”
“Sì”
“Con la cassetta ammonitrice?”
“Sì…”
“Quella che ti mette in guarda da quest’illogica?”
“Sì…” – Ironico è un tipo decisamente accondiscendente -
“Bene, perchè qui abbiamo a che fare con 2 maniache…”
“Non ci credo….”
“Una si crede di essere nel iungla…”
“Dove?”
“Nella iungla….”
“Ahhhh….non ci posso credere..”
“Credo sia una lottatrice di Sumo, tipo uomo Tigre….ma più grassa……ed è pure miope…….la tua illogica, poi, come pagamento dei miei servigi per ritrovarti, mi ha dato le sue chiamiamole così scarpe”
“Perché chiamiamole così?”
“Perché sono a.d.m., Ironico!! Se le scopre Bush, bombarda tutto il paese di Illogica. Una puzza, ma una puzza….quella donna, o ha un problema con i suoi piedi o non li lava dal 1957…..sono a malapena riuscito ad arrivare in bagno per buttarle via che sono svenuto e sono rimasto in stato di incoscienza per circa 15 minuti….adesso il mio olfatto non funziona più….”
“Non ci credo….”
“Ho dovuto sniffare per 3/4 d’ora delle uova marce per riprendere un pò di sensibilità…..ma non è tutto, purtroppo….siediti…..la tua amata ha voluto che le palpeggiassi il posteriore per tutto il tempo, tanto che non ho potuto nemmeno bere il mio caffè: non voleva che smettessi…….”
“Non ci credo….”- Ironico è un tipo decisamente miscredente -
“E non è tutto, sei seduto?…sì?…ecco, non so come dirtelo: ha le calze contenitive…..quelle del dott. Gibaud (gibò)….”
A queste parole, un urlo tipo arghhhhhhhhhhhhh si udii dall’altro capo del telefono. Ironico era impazzito e, anche se non potevo vederlo, sapevo che aveva uno sguardo inferocito, fumo dalle narici, occhi iniettati di sangue, il collo taurino che portava in evidenza una giugulare gonfia e pulsante…….
“Ironiiiiiiiicooooo, fermatiiiii, dove vaiiiii…..iiiiiii….” – Solo questo riuscì a dire – prima di udire uno sbam…. il rumore della porta che si chiuse……Ironico era uscito, dove stava andando?

Quando, finalmente, riprendo i sensi, davanti ai miei dolci e teneri occhi azzurri si materializza una scena veramente raccapricciante. Agghiacciante!
Lo sconosciuto penetrato (!!!) in casa è sdraiato a terra, supino, immobile, mentre Illogica, che io, nell’intimità, chiamo affettuosamente “Micetta Dolce”, è seduta a cavalcioni sopra di lui e lo sta prendendo sonoramente a sberle.
In verità, sebbene conosca molte delle perversioni sessuali della mia socia, l’ultima delle quali è infilarsi nuda in un costume da cangurotto, far scivolare un certo “Ciccio” nel marsupio e obbligarlo a praticare del sesso orale, nonostante questo, dicevo, non sapevo che il sado-maso rientrasse nelle sue preferenze. Tuttavia, anche se un po’ instabile sui miei tacchetti a spillo, mi rimetto faticosamente in piedi e mi avvicino ai due.
Mi rendo conto subito che l’uomo è ancora privo di conoscenza, e che Illo si sta accanendo, con soave violenza, nel tentativo di svegliarlo. Lo fa mollando sberle sempre più corpose e urlando frasi in giapponese dialettale stretto, di cui mi sfuggono alcuni termini, ma che, nel complesso, capisco essere poco lusinghiere nei suoi confronti.
Poi, improvvisamente, mi nota, si volta di scatto verso di me, mi guarda negli occhi con la dolcezza profonda con cui Jack lo Squartatore osservava le prostitute e sibila tra i denti:
- Questo bastardo non si sveglia!
- Micetta Dolce, se continui così non lo farà per un bel pezzo.
- Chi è? VOGLIO SAPERE CHI E’??? Tu lo sai chi è, VEROO???
Intenerita dalla sua gentilezza mi avvicino di più a quel volto reso sanguinolento e tumefatto dalle cure pietose della mia amica, senza riuscire a distinguere nulla. Mi ricorda, con fenomenale dovizia di particolari, la polenta al sugo e spuntature che fa a Natale mia nonna Genuflessa. Ma Illo, che per un breve istante mi sembra fuori di sé, incalza:
- ALLORAA??? TU LO SAI CHI E’! DIMMELOOO!!!!
Le chiedo, con infinita cortesia, di scendere da cavallo, scosto pantaloni e slip alla polenta Valsugana e lo guardo nell’intimità. Mi bastano pochi secondi per riconoscere la salma!
Ma certo, è chiaro, non poteva essere che lui!!!
Sono ancora sorpresa per l’ottimo stato di conservazione del reperto quando le note delicate della voce di Illo mi raggiungono nuovamente:- ALLORAAAA????
Illogica ha gli occhi iniettati di sangue, e tra le labbra rosse e carnose, che dovrebbero dedicarsi a ben altre pratiche, noto due canini che si fanno curiosamente sempre più lunghi e sporgenti. Io, per mia natura, di fronte a certi argomenti, tendo ad essere sempre accondiscendente quindi, con voce e carne tremula provo a parlare:
- Beh ecco, vedi, Micetta Dolce … lui sarebbe …
Illogica allunga un braccio, mi prende per il collo e con la mano destra, il cui gelido contatto mi rammenta il metallo dei lettini dell’obitorio, mi solleva 30 cm da terra. Poi mi appoggia delicatamente al muro, facendo inavvertitamente cadere alcune sue fotografie incorniciate, che la ritraggono in momenti particolarmente teneri e commoventi della sua vita.C’è quella in cui si occupa personalmente di strangolare il mostro di Lochness; quella in cui uccide Moby Dick semplicemente tenendole la testa sott’acqua per un’ora, mentre con l’altra mano spinge dolcemente una bimba sull’altalena.Io, con le gambe penzolanti ed il respiro corto, forse per via di quelle dita fatte di un monoblocco al titanio che m’impediscono la libera circolazione di aria e sangue in entrambi i sensi di marcia, provo nuovamente a parlare, anche se la voce mi esce curiosamente strozzata:
- E’ … lui … è … il … tuo … inna … morato …
A quelle parole Illogica molla di colpo la presa, voltandosi verso il corpo esanime del malcapitato ed io, senza più il sostegno di quel braccio meccanico, cado di nuovo a terra, spezzandomi un’unghia, peraltro anche smaltata da poco. Il dolore mi schianta il petto, le lacrime invadono i miei occhi e prima di restarne offuscata faccio in tempo a vedere Illo prendere a pugni il petto del cadavere moribondo gridando: “Lo stiamo perdendo! Lo stiamo perdendo!!”.E’ in quel momento che la porta si spalanca ed irrompe MaDrD, l’investigatore evirato, cioè pardon, privato, che grida: “Fermi tutti!! Ho risolto il caso!!”.Una risata femminea e satanica è l’ultimo ricordo che ho.

Le avventure (collaterali) dell’ispettore capo (è stato promosso) Madrd. L’ispettore capo Madrd era ossessionato da due pensieri affliggenti.
Primo: uccidere quello scassacazzi del pettirosso di Ironico: francamente non (se) ne poteva proprio più!
Lo sosteneva, in questo, la convinzione che avrebbe fatto un piacere al mondo e, soprattutto, al suo amico Ironico, i cui rapporti con l’uccello in questione cominciavano seriamente a preoccupare l’ispettore capo…
Secondo: smaltire le scarpe di illogica, senza incorrere nel reato di disastro ambientale.
Per il primo punto, aveva già in mente una soluzione: avrebbe regalato alla bestiola un viaggio in Messico per visitare la tomba di Montezuma….
Per le scarpe, il problema era più serio: occorreva il parere di un esperto.
Fortunatamente, l’ispettore capo aveva delle conoscenze molto, ma molto, in alto: all’ultimo piano del suo condominio, infatti, abitava un tipo, un nobile irlandese caduto in disgrazia, Immon era il suo nome, e di lui non si sapeva altro, solo che veniva da Izia, un’isola a nord del Gran Bretagna….insomma, quell’uomo, per tutti nel condominio, era Immon D’Izia…..questa circostanza fece concludere all’arguto Madrd che quello era il suo uomo.< Così, salite in fretta (e in apnea) le scale del suo palazzo, Madrd bussò alla porta dell'altolocato (in tutti i sensi) vicino di casa.
"Signor Immon?...Signor Immon d'Izia?....Immon d'Izia è in casa?..." - Chiese l'ispettore capo.....
"Veramente, dalla puzza che porta appresso, direi che l'immondizia è fuori....." - Rispose una voce nasale dall'interno....
"E' lei Immon d'Izia?"
"Quando avrà smesso con le offese ripassi...."
"Scusi, ma con chi parlo?"
"Con chi parlo io?...."
"Non lo so, lei con chi parla?...."
"Me lo dica lei......"
"Se l'avessi saputo, non glielo avrei chiesto....."
Continuarono così per circa 13 minuti, quando Madrd ebbe il colpo di genio per uscire dall'empasse.......
"Senta...ho qui una consegna da fare per il conte Immon dell'isola d'Izia.....è lei?"
"No, non sono io....."
"Scusi lei ma non si chiama Immon?"
"Sì"
"Non viene dall'isola d'Izia?"
"Sì..."
"..e allora?!...."
"E allora, io sono il marchese Immon, non il conte, forse lei sta cercando mio cugino: il conte Immon d'Izia, appunto....."
"Lei ha un cugino con il suo stesso nome?"
"Perché lei non ha omonimi?"....
Il discorso non faceva una piega...quello che invece non filava liscio era la faccenda delle scarpe: liberarsene risultava estremamente più difficile del previsto....
Ma l'ispettore capo era un uomo pieno di risorse e, in preda alle allucinazioni mistiche provocate dalle scarpe di Illogica, ebbe le visioni: e vide Montezuma...che si rifiutava di ricevere il pettirosso....allora l'ispettore gli propose di prendersi almeno le scarpe....Montezuma inspiegabilmente rifiutò, pronunciando solo queste arcane parole: scarpaaaaaaa, gabbiaaaaa, ultima dimoraaaaa……in effetti, l’ispettore capo era di nuovo svenuto……ma una volta riavutosi, realizzò di avere la soluzione a portata di piede……Montezuma l’aveva illuminato: con le scarpe di illogica avrebbe costruito una casa, una gabbietta, da regalare ad Ironico per il suo uccellino….(l’ultima dimora di Petty)…..già, avrebbe fatto così…e, appena terminò questo pensiero, in quel preciso momento, se avesse saputo ridere come ridono i cattivi dei film di James Bond….bè, in quel preciso momento, l’ispettore capo avrebbe riso proprio come quei cattivi….ma non lo fece, e si ripropose di imparare a fare almeno una risata sardonica….non prima, però, di aver cercato sul dizionario il significato della parola “sardonica”…..

Usciì dall’appartamento nervoso, dopo aver messo giù il telefono, con cui l’ispettore MaDrd, mi aveva dato solo brutte notizie. A dire il vero, non so nemmeno se credergli davvero. La mia amata, che lo palpeggia. Il mio angelo che somiglia ad un lottatore di sumo. No, qualcosa qui non quadra. Sulla mia spalla intanto, Petty, cerca di farmi ragionare, suggerendomi di andare di persona dal mio angelo per valutare effetivamente le cose.Quando ad un tratto, prima di scendere le scale, un uomo vestito elegantemente tutto di nero, mi ferma e mi chiede:
“Ironico?”
“Si..ma lei chi è?”
“Sono il Conte D’Izia.Ma mi chiami pure Immon ”
“Piacere..ma non ricordo di conocerla”
“Infatti. Io sono l’inquilino del piano di sopra.” Al che Petty, perplesso, mi cinguetta nell’orecchio
“Senta, ho delle difficoltà a crederle..”
“No, davvero, lei abita al primo piano, L’ispettore MaDrdm se non erro al secondo, io all’ultimo”
“Ah..ora ricordo, ma se è per la riuntione di condominio, senta io sono..”
“No..no..non è per quello..ho saputo che lei conosce la signorina Titty”
“ah si..la dolce Titty..e allora?”
“ehmm..mi imbarazza dirlo, ma io ne sono perdutamente innamorato”
“oohhh…” – vedo nei suoi occhi lo stesso mio sguardo, anche Petty sembra intenerito
“vorrei chiederle se è possibile incontrarla”
“Ora dovrebbe essere a casa di illogica, la donna che amo..”
“oohhh…”- vede nei miei occhi lo stesso suo sguardo, anche Petty sembra notarlo
“lei abita , se non erro, al terzo piano”
“grazie, lei è stato davvero prezioso..”
“Aspetti..devo dirle una cosa che non le farà piacere..”
“mi dica..” – mi guardo con aria sospettosa e triste
“Ho assunto l’ispettore MaDrd per risolvere un mio problema di insicurezza, lui ha incontrato le nostre donne e..”
“e..cosa??” i suoi occhi si stanno arrossendo..
“beh..prima ha parlato malissimo della mia amata..”
“nooooo…non posso crederci” – sembra davvero dispiacuto
“poi..mi ha riferito, che la sua amata, vesitita da leopardo sexy somigliante ad una grossa gatta obesa , ha tentato di sedurlo ma che lui si è rifiutato perché lei somiglia ad un frullato di Malgioglio e Rosi Bindi….”
A queste parole, udii un urlo tipo arghhhhhhhhhhhhh . Il Conte immon D’izia era impazzito, vedevo lo sguardo inferocito, il fumo uscire dalle narici, gli occhi iniettati di sangue, ed il collo taurino che portava in evidenza una giugulare gonfia e pulsante…….
“D’Izia, si fermiiii, dove vaaaa….aaaa…” – Solo questo riuscì a dire – prima di vederlo salire le scale furente……
A quel punto Petty, cinguettò come un forsennato. Oddio!! Abbiamo sbagliato entrambi..MaDrd è al terzo piano, la mia amata al secondo…

L’ispettore capo Madrd meditava cogitabondo sui (grandi) perchè della vita.
L’ispettore capo Madrd si chiedeva dove avesse sbagliato.
L’ispettore capo Madrd non aveva grandi sicurezze, nè nobili scopi da perseguire, nella sua esistenza.
Ancora meno erano le sue verità.
Ma una cosa, una sola, Madrd la sapeva: quello che andava fatto, andava fatto.
E Petty andava ucciso.
Punto. Questo pensava, mentre si precipitava a casa di Illogica per cercare di fermare Ironico dal compiere una sciocchezza.
Animato, infatti, da una tremenda fretta provocatagli dalla sensazione dell’inesorabilità della tragedia imminente, dopo aver fatto colazione, letto i quotidiani (3) ed aver battuto a stecca l’avversario di turno nella sala da biliardo sotto casa, l’ispettore capo andò immediatamente a pranzare al solito ristorante, con l’assoluta determinazione che la prima cosa che avrebbe fatto, dopo la siesta postprandiale, sarebbe stato impedire ad Ironico di commettere una sciocchezza.
Del resto, aveva fretta.
E aveva talmente fretta, che non prese nemmeno il secondo caffè!!Una volta giunto, dopo circa 5 ore, a casa di illogica, una poderosa spallata abbatté la porta.
Quindi, dopo aver ringraziato il portinaio del palazzo per averla abbattuta al posto suo (odiava l’uso della forza..) Madrd entrò, e trasalì nel vedere la scena raccapricciante che gli si presentò dinanzi agli occhi:
Ironico sanguinante a terra, e una pazza che lo percuoteva sotto lo sguardo attento e atterrente della..brrrr..gatta coi problemi di linea.
La presenza di spirito (unita agli occhiali scuri e alla molletta sul naso) impedì all’ispettore capo di svenire e, con voce basso-baritonale, esordì:”Fermi tutti, gambe in…ehm…mani in alto….sono un medico”….
“Medico?….” – Dissero due voci come una sola…una sola…
“Sì, curo cuori (non è giapponese) infranti, e questo è il caso. Fatevi da parte che devo auscultare“…..
Detto questo, si chinò sull’ansimante Ironico cercando di carpirne le parole.
“Come dici? Vuoi fare testamento? Lasci tutti i tuoi averi a me? Ragazze, lo avete sentito anche voi, sarete testimoni davanti al notaio…..”.
“Veramente non abbiamo sentito nulla….” – Risposero in coro due voci come una sola….una sola…..cornacchia, ecco!!
“E’ chiaro, se vi distraete colle ciarle!!…..sshhhh, il moribondo ha ripreso a parlare….sì, sì, accetto i tuoi beni, ma lo faccio solo ed esclusivamente per te, sia chiaro!!” (eh sì, Madrd era un vero, autentico, generoso e altruista figlio di puttana…) – poi, rivolto alle donne, aggiunse – “……purtroppo per lui non c’è più nulla da fare, trattasi di sindrome della sindrome da soffocamento…..”
“Sindrome della sindrome?…..” – Dubbiosamente, chiese Illogica.
“Acuta….” – Rispose con aria competente l’ispettore medico Madrd.
“Forse, se lei gli togliesse le mani dalle vie respiratorie, il ragazzo magari si riprenderebbe…” – Altrettanto dubbiosamente, propose la Gattona -
“Lei è forse un medico?…No!! E allora mi lasci….finire il….ehm…fare il mio lavoro” – quindi, chino su di un sibilante e cianotico Ironico, Madrd si riposizionò per l’auscultazione:
“Come dici? Un ultimo desiderio? Vuoi sposare Illogica?….non so se…vabbè glielo chiedo…..”
Madrd rivolse il suo sguardo tenebroso e ottenebrato verso Illogica (che arrossì alla vista di quei due occhi di fuoco: l’ispettore capo aveva la congiuntivite…) e le fece
la domanda:
“E’ il suo ultimo desiderio. Ironico ha detto che ti vuole sposare, e ha detto anche che ti pagherà le cure del piedologo…..cosa rispondi?”
A quelle parole, Illogica sgranò gli occhi per la sorpresa, o forse per l’alito di Ironico che intanto, libero dalla morsa di Madrd, aveva ripreso a respirare…..

Storia di un pettirosso – Epilogo
Questa saga è ormai giunta al termine. S’è parlato di piccioni e di pettirossi, di lucertole e di bisce (madrd), di coraggio e di amicizia. Dipanata la matassa ci si è resi conto che il motore che muoveva tutto era l’amore.
Ora che sono vecchia, stanca e saggia… Ora che sono trascorsi decenni da quel pomeriggio in cui Ironico, l’uomo della mia vita, mi ha chiesta in moglie… Ora che le nostre vite si sono compiute e che volgiamo alla fine… Ecco, proprio adesso è il momento di raccontare come sono culminati gli eventi.
Dunque, eravamo rimasti:

  1. Madrd che auscultava il cuoricino del mio amato, privo di sensi.
  2. Il conte Immon che rovistava nei sacchetti della spazzatura in cerca di reperti.
  3. La tenera Titty che cercava di rendersi utile praticando la respirazione bocca a bocca a Petty, il piccio-petti-lucertola.
  4. Io, inebetita da cotanta rivelazione, fissavo tutti con sguardo perso. Iro mi amava!

In quell’attimo che durò un’eternità si compì il mio destino, e non solo il mio… Mi accorsi che anche il mio tenero cuoricino aveva sempre avuto un sentimento per quel ragazzetto timido e garbato. Di colpo mi resi conto di tutti quei caffè che mi aveva offerto in mesi e mesi di convivenza nello stesso condominio, dei mazzolini di fiori di campo che ad ogni ricorrenza trovavo adagiati sul tappetino davanti la porta d’ingresso, dei biglietti gratis al cinema d’autore, dei quintali di libri gialli regalati ai miei compleanni. Piccole accortezze di cui ogni donna si sarebbe certamente accorta. Non io, che presa dai mille impegni di super-eroina, avevo profuso le mie energie e la mia attenzione verso – ora lo sapevo – cose di nessuna importanza.
Mi inginocchiai di fianco al corpo esanime del mio innamorato e lo fissai lungamente: la barba incolta da giorni, gli occhi incavati, il volto tumefatto dai pugni appena presi… Un moto di tenerezza e amore mi strinse il cuore e gli afferrai la mano.

  • Tesoro? – con un filino di voce strozzata dalla commozione
  • Ss ss sssi? – riuscì infine a dire
  • Iro… io ti amo – e scoppiai in un pianto dirotto.

Come descrivere gli anni a seguire? Ogni coppia innamorata ha il suo percorso. Noi fummo felici. Lo siamo ancora, anche oggi che nonno Ironico ha i suoi acciacchi e che, nonostante questo, continua a giocare a cavalluccio con le sue nipotine Rosmunda e Ermenegilda. Viviamo felici nella nostra casa di riposo, in pineta, di fronte al mare. Passeggiamo mano nella mano sulla spiaggia ogni mattina, pranziamo con gli altri ospiti nella sala camune, poi Iro si concede la sua partitella a briscola digestiva, mentre io sferruzzo a maglia un golf per il suo prossimo inverno.
Ogni tanto alzo gli occhi e lo guardo, mentre le sue mani artritiche cercano di tirare fuori l’asso di bastoni dalla manica della giacca. E vedo saltar su madrd dalla sedia: “Stai barando, fetuso!” urla. Sbraita agitando le braccia, facendo cadere il suo deambulatore poggiato lì di fianco. Ci sono stati pomeriggi in cui ha rovesciato anche il tavolo con tutte le carte. Detesta perdere madrd. Eppure è stato un buon amico in tutti questi anni. Nonostante i suoi mille difetti, in primis la sua spocchiosa testardaggine, è sempre stato presente (ahimè) nella nostra vita.
Il giorno del nostro matrimonio (mio e di Iro), si presentò al ristorante con tutta la sua famiglia: 15 fratelli, 12 cognate, i genitori e pure qualche cugino di secondo e terzo grado. Il regalo fu quello che ognuno di noi si sarebbe aspettato da un avaro di tali proporzioni: uno sconto famiglia per il circo di Moira Orfei, valido per la giornata del 15 agosto 2023. Apprezzammo molto, e fu per questo che Iro consegnò una boccettina di Guttalax al cameriere, chiedendogli di farne buon uso e indicando con un cenno della testa quell’omettino in un completo swaroskato stile Elvis the Pelvis.
Non avemmo notizie di madrd per oltre 15 giorni. Tornati dal nostro viaggio di nozze alla Maldive, cercammo di rintracciarlo, ma fu inutile. Alcuni ci dissero che si era unito a una carovana di tuareg nel deserto, altri che era andato volontario in Iraq facendosi paracadutare direttamente in loco. Taluni sostennero di averlo intravisto due mesi avanti in un eremo in Tibet, rapato a zero e vestito di arancio.
La leggenda si mischiò alla verità, intanto la nostra vita da piccioncini innamorati (io, Iro e Petty, il vero piccione della famiglia) proseguiva senza grandi scosse: i figli, le gite domenicali fuori porta, la laurea di Peppiniello, il matrimonio di Ubalda, la nostra secondogenita. Poi la nascita delle gemelle. Nessuna gioia ci fu negata.
Quando decidemmo di ritirarci in quella deliziosa casa di riposo, ancora sapevamo che avremmo rivisto lì i nostri amici: madrd e titty. Di quest’ultima avevamo seguito la sfolgorante carriera di attrice di film hard. Diventò l’erede di Moana Pozzi: partecipò ai talk show, ai reality show e pure ai sadomaso show. Insomma, non si lasciò scappare nemmeno uno show (e relativo presentatore). Si vocifiera addirittura che fu l’amante del bicentenario Maurizio Costanzo. Per lei, il baffo con la camicia, mollò la moglie Maria.
Le nostre tranquille serate a Villa Arzilla si svolgono così, ognuno parla dei suoi passati amori e la Titty è quella che parla più di tutti: lei se n’è passati tanti! Lo dico con invidia, poi guardo la mano di Iro posata sulla mia e sento di non dover invidiare niente a nessuno.
Ora vado, è l’ora in cui l’infermiera passa per distribuire il cardiotonico. Vi auguro tanta gioia e serenità e una vita lunga e degna di essere vissuta, così come lo è stata la mia. Un bacio rugoso, dalla vostra affezionatissima nonna Illo.

THE END

(titoli di coda e musica in sottofondo)
Personaggi e interpreti:
Titty, nella parte della bella e bionda gnokka
Illogica, nalla parte di GnokWoman e della moglie di Iro
Ironico, nella parte del bello,bravo e buono
drdam, nella parte del brutto, cattivo e avaro, nonchè gran collaudatore della Pampers madrd
Conte Immon, nella parte di se stesso
unmondodiblog, nella parte dello scagazzone in prima fila che scrocchia continuamente pop corn durante la proiezione
dolly2, nella parte di quella in ultima fila con il kleenex in mano
il tizio dietro il tendone, nella parte del maniaco onanista che ci da dentro appena appare Titty
Ciccio, nella parte del bigliettaio, che maggiora i prezzi del 20% cercando di fare la cresta e portare così fuori a cena Illo
Si ringraziano le comparse, i truccatori, i parrucchieri e le sarte. Ma soprattutto un ringraziamento a chi ha seguito con curiosità e con lo spirito giusto tutte le puntate, lo stesso spirito che ha spinto noi tutti a mettere in scena questa pantomima:
il cazzeggio!

Seguimi su twitter : @ironico

One comment on “Storia di un pettirosso

  1. Reply Emanuela Valente ott 14, 2010 5:18 pm

    sono in stazione mi si avvicina un’uccello, penso che sia un passerotto invece mi accorgo che e’ un pettirosso,mi guarda inclina il capo e poi vola via. cosa significa?

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